Il sistema Franceschini ha lasciato fuori dal teatro chi lavora in palcoscenico


Menu
N° 0001 — FINANZIAMENTI01 / 03
Il decreto che conta

Il sistema
Franceschini ha lasciato fuori chi lavora.

La riforma del 2014 ha cambiato il modo di finanziare il teatro. Non per funzionamento artistico, ma per numeri. E chi riempie quei numeri non compare da nessuna parte.

N° 0001 — FINANZIAMENTI02 / 03
Le tre soglie

Per essere Teatro Nazionale

Un ente teatrale pubblico prende il contributo statale solo se centra tre target minimi.

Soglia 1:1.000 posti in gestione diretta ed esclusiva nella regione della sede, con almeno una sala da 500 posti.
Soglia 2:15.000 giornate lavorative retribuite ogni anno. Qualunque tipo di contratto, qualunque durata.
Soglia 3:240 giornate recitative di produzione ogni anno.

Il numero decide il cartellone, non il progetto artistico. Chi riempie i numeri — voi — non compare in nessun requisito.

La riga che nessuno ha letto

Nel decreto c’è una frase, art. 9 lett. e): «Almeno il 50% del personale amministrativo e tecnico risulti assunto con contratto a tempo indeterminato».

È lo strumento più forte mai scritto a favore di chi lavora nel teatro pubblico. Dodici anni. Non abbiamo trovato nessuno che l’abbia mai richiesta.

N° 0001 — FINANZIAMENTI03 / 03
Il vostro numero

Il decreto conta
le giornate. Voi contate le persone.

Se vuoi sapere cosa dice sul tuo teatro, quei dati gli enti li hanno già mandati al Ministero per prendere il contributo.

Decreti e assegnazioni dei contributi sono pubblicati dallaDirezione generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

Scrivici in forma anonima
Contenuto informativo a scopo divulgativo su normativa pubblica.