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Trent’anni dietro le quinte.
Adesso davanti.
È cambiato tutto,
tranne le buste paga.
In trent’anni di palco, sale prove, tournée e backstage abbiamo visto cambiare quasi tutto, tranne le buste paga. I salari sono fermi da anni, le diarie non bastano più a coprire un pasto e una stanza, mentre il costo della vita corre. I calendari delle tournée vengono fatti per lo più con sole date nei fine settimana — viaggiamo, ci spostiamo da una città all’altra — e tutto questo è sempre meno riconosciuto. Day-off, giornata di viaggio, giorno di riposo: parole ormai sconosciute ai più giovani e non solo.
Abbiamo visto teatri, compagnie di giro e cooperative trattare gli artisti come operai, e scegliere sistematicamente la parte meno tutelante del contratto nazionale. Giovani senza esperienza catapultati in posizioni apicali, professionisti con vent’anni di carriera scavalcati. E la fiducia dei lavoratori nei sindacati assottigliarsi.
La frammentazione.
In Italia il vero ostacolo è strutturale. Tante sigle, pochi iscritti, troppa competizione interna: il risultato è un potere contrattuale ridotto rispetto al bacino reale dei lavoratori dello spettacolo. Mentre noi ci dividiamo, altrove il settore si organizza.
Non una sigla.
Uno strumento.
Sportello Spettacolo vuole essere un punto fermo. Un luogo dove il lavoratore torna al centro, dove i contratti si leggono prima di firmarli, dove le esperienze si raccolgono e si confrontano, dove l’informazione è chiara e accessibile a chi fa questo mestiere ogni giorno.
- Consulenza sui contratti prima della firma, con linguaggio chiaro
- Raccolta di testimonianze anonime per fotografare il settore
- Rete con avvocati e consulenti del lavoro specializzati nello spettacolo
- Pressione collettiva su diarie, salari minimi e tutele sulla discontinuità
- Confronto con le esperienze internazionali che funzionano
L’arte non è un hobby.
È lavoro.
Perché ogni anno che passa il margine si stringe. Perché i giovani che entrano oggi nel settore meritano un punto di partenza diverso dal nostro. Perché l’arte è lavoro, ed è tempo che venga trattata come tale.
Consulenza lavoro spettacolo: trent’anni di esperienza
La nostra consulenza lavoro spettacolo nasce da trent’anni di esperienza diretta sul palco e dietro le quinte. Non siamo consulenti esterni che parlano di teatro per sentito dire: siamo attori, tecnici, macchinisti e fonici che hanno vissuto sulla propria pelle straordinari non pagati, diarie calcolate male e contratti scritti apposta per essere poco chiari.
Cosa facciamo concretamente
Offriamo consulenza lavoro spettacolo gratuita e in forma anonima a chi ha dubbi su un contratto, una diaria o una busta paga. Analizziamo il documento, spieghiamo cosa prevede realmente il CCNL Spettacolo e, quando serve, trasformiamo le segnalazioni raccolte in richieste formali alla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. Il nostro obiettivo non è fare causa a nessuno: è far sapere ai lavoratori dello spettacolo quali sono i loro diritti, prima che firmino.
Se vuoi sostenere questo lavoro puoi firmare la nostraraccolta firmerivolta al Ministero della Cultura, oppureraccontarci la tua esperienzain forma completamente anonima.